SANDRO GIORDANO

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© Sandro Giordano

Giovanni Serra

2023-07-07 17:27

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Giovanni Serra

L’incontro nasce per visitare lo studio e i lavori. L’intervista non era prevista ma Giovanni Serra la rilascia con interesse dopo aver ascoltato le domande

Oggi martedì 23 del mese di Maggio dell’anno 2023 a Quartu nella sua abitazione studio incontriamo l’artista Giovanni Serra nato a Cagliari nel 1953.



(L’incontro nasce per visitare lo studio e i lavori. L’intervista non era prevista ma Giovanni Serra la rilascia con interesse dopo aver ascoltato le domande a cui risponderà ogni artista intervistato.)






Sandro Giordano: Che cosa è l’Arte per te?



Giovanni Serra: L’arte per me è vivere con la natura e da questa prendere spunto per creare un’opera originale, come la vedo io, cioè facendo riferimento alla natura ma senza imitarla.



Giordano: Da quanto tempo e perché ti interessi all’Arte?



Serra: Fin da ragazzo ero interessato alla scultura, poi alla fine degli anni Sessanta ho iniziato a frequentare artisti e mi sono messo a produrre, perché ho visto che con facilità mi. Era facile creare cose interessanti: da un pezzo di legno, da una materia informe, riuscivo a fare venire fuori un qualcosa che già c’era all’interno. La passione è nata da questo.



Giordano: Se dovessi presentare Giovanni Serra a chi non lo conosce, cosa diresti di importante su di lui?



Serra: Chi sono? Credo una persona normale che ha sempre lavorato facendo tanti mestieri per sopravvivere; purtroppo, anche se mi sarebbe piaciuto, non sono riuscito a vivere interamente con l’Arte, anche se qualche soddisfazione economica è arrivata, ma marginalmente. Chi sono io lo dicono i miei lavori che parlano di me e raccontano la mia storia.



Giordano: E’ difficile fare l’artista? Si riesce a vivere con i proventi dell’arte? I rapporti con mercanti, galleristi e critici.



Serra: Quello che faccio lo sento dentro, creare per me non è difficile. Altra cosa è trovare gli spazi adatti dove esporre, trovare chi segue il tuo lavoro e lo commercializza, chi ti invoglia e ti sostiene. Ho conosciuto tanti artisti, appassionati come me, che mi hanno aiutato e indirizzato a esporre, anche all’estero. Alle mie mostre ho avuto la fortuna e la soddisfazione di vedere tanta gente che ha apprezzato il mio lavoro. Questa partecipazione e il calore del pubblico ritengo sia molto importante, ancora mi commuove e credo sia anche più importante della vendita, che per fortuna comunque non è mancata. Il rapporto con i critici d’arte c’è stato e quasi sempre si è trasformato anche in rapporto d’amicizia.



Giordano: Dove lavori? Che tecniche preferisci?



Serra: In passato ho lavorato in uno spazio ricavato all’interno del mio negozio di cartoleria e articoli tecnici. Oltre a servirmi da studio in certi periodi l’ho usato per esporre e fare piccole rassegne d’arte con altri amici artisti. Una volta che ho chiuso l’attività commerciale ho iniziato a lavorare in uno spazio ricavato nella mia abitazione. Di tutte le tecniche quella che preferisco è la scultura in legno, ma mi piace trattare anche la pietra e ho avuto molte esperienze con il bronzo. La pittura mi piace ma sento il bisogno di “toccare”, non mi basta posare il colore col pennello o con la spatola, ho bisogno di sentire la plasticità ecco perché lavoro col collage, con frammenti di carta che recupero da vecchie stampe, da carte da riciclare. Il procedimento è lo stesso della pittura: inizio con lo sfondo e vado avanti lavorando sulla composizione e sui valori cromatici. Spesso ho ritagliato pezzi di quadri e di incisioni poi ho incollato questi frammenti materici nei lavori, lo stesso ho fatto con tavole di legno trovate dopo una mareggiata. Mi appassiona dare nuova vita, riciclare anche cose che agli occhi degli altri possono sembrare solo materiale di scarto. Mi piace cambiare l’identità delle cose, inserirle in un nuovo contesto. Quando preparo una mostra mi muovo con l’idea di affrontare un tema specifico che a volte nasce dal caso, come per la mostra “Effetto Serra” che ho creato dopo aver recuperato dalla discarica assi di una vecchia barca. Una idea da come dalla spazzatura si possono creare delle opere artistiche. Il tema dei quadri era quello dell’ ecologia e ho usato le assi di legno recuperato come cornici.



Giordano: A cosa stai lavorando e cosa prepari?



Serra: Il periodo della pandemia, quando si doveva restare rinchiusi, l’ho passato in studio a lavorare sulla scultura usando come materiale tronchi di ginepro, mentre per la pittura ho realizzato diversi collage affrontando vari temi contemporanei e allegorici. Queste opere le presenterò nella mostra antologica che sto preparando a Giugno nell’ex Convento dei Cappuccini a Quartu.



Giordano: Fra dieci anni come ti vedi, cosa speri di aver realizzato, quale obiettivi…



Serra: Questa è una bella domanda…forse la più difficile. Sinceramente non so, forse magari muoio prima di dieci anni e quello che rimarrà sarà problema d’altri. Cercherò sempre di lavorare, di comunicare sperando di avere sempre il riscontro del pubblico che non è mai mancato già dai tempi della mia adesione alla associazione “Arte in città”. Ho un ricordo molto bello del periodo perché ho conosciuto molti artisti e ho avuto uno scambio che mi ha fatto crescere, ancora oggi ho buoni rapporti con loro e quando ci incontriamo alle mostre scambiamo pareri sui lavori, senza gelosie e con grande rispetto.


     

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